Storia di Milano

Patrono di Milano – Sant’Ambrogio

Più di 4000 anni fa la pianura Padana appariva come una distesa di stagni e paludi melmose e i primi veri abitanti erano i Celti Golassecchiani, La leggenda (tramandata dallo storico latino Tito Livio) racconta che tra il VII ed il VI sec. a.C. tribù celtiche provenienti dal nord Europa si stanziarono nel territorio e fondarono Mediolanum, l’antica Milano.
Intorno al 200 a.C. Milano diventa in breve ricca e potente suscitando le mire di Roma, intenzionata ad espandersi nella pianura Padana.
Diverse sono le guerre che si susseguono per la conquista di Milano da parte di Roma ad anche se inizialmente i celti sembrano avere la meglio, nell’89 a.C. tutta la Lombardia entra definitivamente nell’orbita romana.
In pochi anni diventa il centro di collegamento più importante tra Roma e l’Europa Centrale, soldati e mercanti popolano la città.
Nell’età Repubblicana, Milano cresce e si sviluppa e negli anni dell’ Impero sorgono i più importanti monumenti romani, come le colonne di San Lorenzo, Porta Ticinese, Porta Romana e Porta Vercellina, con le mura Repubblicane che delimitano una città quadrata.
La Milano imperiale si è arricchita di sontuosi monumenti e palazzi, raggiungendo un tale splendore che il poeta Ausonio la chiama ” La seconda Roma”.
Con l’Editto di Costantino le persecuzioni cristiane e il tumulto nella Basilicata di Porta Nuova (dove sorgerà il Duomo), solo l’autorità morale del funzionario Aurelio Ambrogio può aver ragione sul conflitto, ricomponendo le agitazioni.
Il 7 dicembre viene così consacrato ed è ancora oggi la festa di Sant’Ambrogio la cui figura diviene patrono della città.Dopo la morte di Ambrogio Milano entra nel periodo più nero della sua storia, per 150 anni sarà in balia di invasioni barbariche, dal ciclone devastatore di Attila, dei Goti e perde il suo ruolo di centro politico ed economico di tutta l’alta italia. Nel 553 il bizantino Narsete sconfigge definitivamente i goti,ricostruendo una città che si presente solo come un cumulo di macerie, case distrutte e mura smantellate.
Con i Longobardi Milano riprende un predominio da tempo perduto, divenendo il centro del Regno senza esserne la capitale : la Regina Teodolinda incoraggia la manifattura della lana, l’attività edilizia e introduce la Religione Cattolica ormai consolidata tra il popolo longobardo.
Nel 773 i franchi di Carlo Magno hanno la meglio sui Longobardi. Milano è ora una contea carolingia governata da l’Arcivescovo Tommaso, il quale incorona il figlio di Carlo Magno, Pipino, Re d’Italia. Milano accresce la sua potenza ma i prossimi anni soni testimoni di scontri tra i plebei (cittadini proprietari ma non nobili) e i nobili, causati dai privilegi a questi ultimi riservati oltre che al loro strapotere arrogante.
Nel 1042 scoppiano le rivolte per le strade e l’emancipazione popolare vince sulla nobiltà, tuttavia la Repubblica Popolare dura 3 anni, finché fame e carestia non impongono un accordo con i nobili e nel 1045 si riunisce il primo consiglio generale, primo atto politico del Comune di Milano che vede la partecipazione di tutte le classi sociali.
Dopo il Mille, Milano è nuovamente una città ricca e potente e i piccoli feudatari, i mercanti e i borghesi si raggruppano in corporazioni per difendersi dal potere dei grandi feudatari e dall’Imperatore.
Le corporazioni occupano ognuna una via, secondo il mestiere o l’arte che praticano. perciò le vie di Milano intorno al Broletto (allora centro della vita politica) si chiamano ancor oggi Speronari, Spadari, Orefici e Cappellari. Particolarmente florida era l’industria delle armi e delle armature, come testimonia anche il nome della via Molino delle Armi.
Viene introdotto anche lo Stile Romanico e la Basilica di Sant’Ambrogio, con le nuove strutture e forme apportate in questo periodo, è senz’altro una tra i più importanti monumenti Romanici.
Nel 1162, con l’ennesima guerra Milano viene consegnata a Barbarossa e questo darà luogo ad un braccio di ferro con l’Imperatore durato 20 anni.
Dopo scontri, ribellioni e città ancora colpita delle guerre, i milanesi, uniti con i comuni rivali, nel Monastero di Pontida,giurano contro l’Imperatore : è Lega nord. Milano sconfigge definitivamente Barbarossa a legnano il 29 maggio 1176 e con il suo nuovo splendore vengono edificate nuove abbazie, come quella di Chiaravalle e nel 1179 viene iniziata la grande opera che cambierà il volto della città, ovvero lo scavo del Naviglio Grande che nel 1270 diventa navigabile.
A capo di Milano si susseguono i Torriani e i Visconti, visti come tiranni con le loro Signorie.I Visconti, rappresentanti dell’alta aristocrazia e della grande proprietà, si scatenano infatti contro i capi del partito popolare, distruggendo completamente anche le loro case. Il nome della ” via case rotte” ricorda la violenza che hanno subito.
Nell’età delle Signorie la partecipazione al governo dei cittadini finisce, con conseguente sottomissione obbligata al Signore e dei suoi mercenari.
Tra i Visconti, Azzone è considerato il più onesto della famiglia; con lui viene costruita una rete fognaria sotterranea e si edificano grandi monumenti dove lavorano grandi artisti come Giotto e Balduccio da Pisa. Ad Azzone si susseguono grandi signori tiranni come l’Arcivescovo Giovanni e Gian Galeazzo, ucciso di peste nel 1402, ma se da una parte il Ducato di Milano diventa sempre più una stato ricco e potente, dall’altra i cittadini sono sempre più sudditi.
Prima della sua morte, Gian Galeazzo, nel 1386, ha posto la prima pietra di una colossale opera che per secoli impegnerà la città : la fabbrica del Duomo.
Il Duomo, costruito con marmo trasportato attraverso il Naviglio Grande, è il primo ed unico esempio a Milano di quello stile Gotico Internazionale che trionfava in Europa, soprattutto in Francia e Germania.
Filippo Maria è l’ultimo dei Visconti e alla sua morte il popolo insorse, guidato dai nobili della parte avversa, e proclama la Repubblica.
Francesco Sforza è il valoroso capitano di ventura che difende inizialmente la Repubblica Ambrosiana dalle mire espansionistiche di Venezia, ma in un secondo tempo si allea con essa per diventare il nuovo Duca di Milano.
Il castello di porta Giovia, sede ducale ai tempi di Gian Galeazzo Visconti, deve a Francesco Sforza la sua ricostruzione e d’ora in poi si chiamerà Sforzesco.
Il successore, e figlio, Galeazzo Maria, siamo nel 1466, è uomo colto e amante delle arti ma talmente crudele da fare uccidere anche sua madre e dopo dieci anni resta a sua volta vittima di una congiura, ucciso a pugnalate davanti la Chiesa Santo Stefano.
Il Castello rimane vedovo di una figura autoritaria e di questa situazione ne approfitta il fratello, più ambizioso del Duca assassinato, Ludovico il Moro.
Senza scrupoli in politica, nel 1479 è Ludovico il moro il nuovo Duca di Milano e con lui la corte raggiunge il massimo splendore del lusso e d

Ludovico il Moro

ella magnificenza.
Nomi prestigiosi, come Leonardo e Bramante (link sulla sua storia o opere), sono chiamati da tutta Italia : Ludovico porta a compimento il Rinascimento  iniziato da Francesco Sforza e Milano gode di un periodo di prosperità economica. Per volontà di Ludovico il Moro, di particolare rilievo,sono da menzionare il famoso Lazzaretto, di cui parla il Manzoni nei “Promessi Sposi”(scegli tu un link), destinato per il ricovero dei malati contagiosi ad altre istituzioni assistenziali per i più poveri, come il Monte di Pietà (dove si prestava denaro senza interesse) e il primo orfanotrofio dei Martinitt (prima scuola gratuita).
Il Moro, minacciato dagli Aragonesi che regnavano a Napoli,chiama in Italia Carlo VIII, Re di Francia, ma fu un grosso errore politico in quanto rivelò la debolezza militare degli Stati Italiani, che d’ora in poi saranno contesi dalle grandi monarchie europee.
E proprio la Francia,alla guida di Luigi XII (successore di Carlo VIII), conquista nel 1449 il Ducato di Milano, con la breve fuga di Ludovico il Moro fatto prigioniero dai soldati francesi a Novara e rinchiuso nel Castello di Loches, dove muore otto anni dopo.
Per 20 anni Milano è devastata dalla lotta tra Francia e Spagna. finchè nel 1525 gli spagnoli di Carlo V sconfiggono definitivamente i francesi a Pavia.
170 anni durerà la dominazione spagnola ed è una delle peggiori che Milano abbia dovuto subire.
Malgoverno,corruzione,pestilenze,abbinate al fatto che la Scoperta dell’America crea nuove vie commerciali che fanno diventare Milano una città provinciale,rappresentano uno scenario devastante per l’economia milanese che vive un periodo più scongiurato che mai.
Milano diventa una città – fortezza che vede il suo centro nel castello.

 

Mentre “l’Ottava meraviglia del Mondo”, il Duomo,cresce lentamente, il popolo vive la sua vita quotidiana accanto allo sfarzo dei nobili e dei potenti.
Il 1628 è l’anno della tremenda carestia e a questa segue anche la peste.
Ai primi del settecento si scatena in Europa la Guerra di Successione Spagnola e lo Stato di Milano viene assegnato all’Austria, prima di subire attacchi degli eserciti francesi e austriaci e tre anni di occupazione piemontese.
E’ con l’ingresso, nel ’36 dell’Arciduchessa Maria Teresa D’Austria, che Milano diventa ufficialmente asburgica.
Con l’Imperatrice, la città vive una rinascita politica e culturale, il suo “secondo Rinascimento”. Si discute di riforma fiscale, sviluppo economico e nuovo codice penale; gli Illuministi (scegli tu link su storia illuminismo) milanesi, tra cui Cesare Beccaria e Pietro Verri, fanno dello stato di Milano uno dei più avanzati d’Europa.
Nel 1771 viene innalzata la guglia maggiore del Duomo con la Madonnina. Nel 1778 viene inaugurato il nuovo Regio Teatro Ducale, odierno Teatro Alla Scala (link sito ufficiale teatro Scala), su progetto dell’architetto Piermarini e sorto sullo smantellamento di una vecchia chiesa, Santa Maria alla Scala.
Con Maria Teresa, inoltre, vediamo la nascita in Brera della Biblioteca, l’Accademia e l’Osservatorio Astronomico.
Nel 1796 Napoleone fa il suo ingresso trionfale a Milano e con lui nasce la speranza dell’indipendenza che purtroppo, poi, si rivelerà un’illusione.
Per le numerose vittorie, Napoleone si fa solennemente incoronare Re d’Italia in Duomo nel 1805 e con lui si vede la costruzione del Foro Bonaparte, l’Atrio di Porta Ticinese e l’Arco della Pace, l’apertura della strada del sempione per collegare Milano a Parigi.
Tuttavia, a causa di tasse molto ingenti, rincari dei prezzi, mancanza di libertà e perché i soldati italiani andavano a morire nelle armate napoleoniche, il governo francese è odiato e impopolare. Il 20 aprile 1814 esplode un moto antinapoleonico e soli otto giorni dopo, in Corso di Porta Romana, sfilano le uniformi degli austriaci : è il ritorno dei vecchi padroni con l’Imperatore austriaco Francesco I.
Nel 1840 Milano inaugura la sua prima stazione ferroviaria e la “restaurazione” del vecchio governo segna un periodo di ripresa economica con le industrie tessili, fonti della ricchezza lombarda.
Ma i milanesi sono sempre più insofferenti della dipendenza da Vienna. Il 18 maggio del ’48 la città insorge e si formano due partiti, i Moderati (Monarchici) che vogliono aspettare l’aiuto di Carlo Alberto e i Democratici (Repubblicani), guidati da Carlo Cattaneo, che vogliono battere gli austriaci subito. Con le Cinque Giornate di Milano gli austriaci vengono cacciati dai milanesi e d’ora in poi sarà la Casa Savoia a combatterli.Il 9 giugno 1859,con Vittorio Emanuele II e Napoleone III, la Lombardia è annessa al Regno d’Italia.
Nella Milano Italiana si sviluppa la grande industria e nel 1872 la fondazione della nuova società Pirelli (link sito ufficiale) rappresenta un grosso avvenimento nel mondo economico cittadino.
Milano si avvia a diventare la capitale morale del Regno. Ma la grande industria significa anche crisi periodiche e disoccupazione. Nel ’98 avviene la più grossa crisi economica, il prezzo del pane è salito alle stelle e il governo risponde con le cannonate agli scioperanti scesi in piazza. In questo clima si prospetta la guerra, la vogliono gli industriali, i nazionalisti e gli studenti. Mussolini, ex socialista, tiene all’arena comizi per l’intervento.
Il 14 febbraio Milano subisce il suo primo attacco aereo,più di 10.000 sono i morti e il dopoguerra è durissimo.
Finita la Prima Guerra Mondiale, nella sede dell’Alleanza Industriale, si riuniscono 200 ex combattenti che fondono i Fasci Combattenti.
Dopo il primo conflitto mondiale scarseggiano gli alimenti e l’inflazione raggiunge livelli altissimi :i lavoratori occupano le fabbriche e gli industriali, temendo la rivoluzione, armano i fascisti.
Il 10 giugno 1940 una marea di folla si raduna in piazza del Duomo per ascoltare le parole del Duce (link significato da treccani) che annuncia la dichiarazione di guerra a fianco dei tedeschi.
La Seconda Guerra Mondiale comporterà la morte di milioni di persone in tutto il mondo e Milano il 25 aprile 1945, con il termine del conflitto, celebra la sua liberazione. Gli anni ’50 vedono il boom economico e la ricostruzione della città avviene rapidamente. Dopo lo sviluppo frenetico si riscopre e valorizza l’antico, le case di ringhiera fatiscenti e il quartiere Brera – Garibaldi, risanati, sono le residenze più ambite nel centro storico, ricche di fascino e poesia.
Milano diventa capitale del settore terziario avanzato,e spiccano importanti banche, servizi di comunicazione, informatica, finanza e non per ultima l’alta moda. Al pari delle più importanti capitali europee, Milano è dotata di un bacino aeroportuale completo ed efficiente, tra cui Linate e Malpensa, che collegano direttamente il nord Italia con le più richieste destinazione di tutto il mondo.
Scelta per L’Esposizione Universale 2015 , Milano rappresenta la seconda capitale turistica europea più ambita ed è in grado sempre di stupire per l’innovazione, l’accoglienza e l’impegno che i milanesi promuovono ogni giorno per migliorare questa città.

EXPO 2015